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Economia e Sviluppo

In questi anni l’impegno del CSF in ambito economico-finanziario si è concentrato su alcuni snodi chiave per il superamento della crisi. Da qui gli studi e le proposte per un piano d’investimenti europei, di cui il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Piano Juncker) può essere considerato, di fatto, un frutto importante. Lo stesso dicasi per il richiamo alla necessità di dotare l’eurozona di risorse aggiuntive attraverso una fiscal capacity. Nel ciclo che si aprirà nel 2019 ci si concentrerà sul rafforzamento sia della dimensione interna (bilancio dell’Ue e sviluppo industriale) sia di quella esterna (rapporti Africa-Ue).

È ancora in corso il progetto realizzato dal CSF con l’’Istituto Affari Internazionali su il “Quadro Finanziario Pluriennale 2021-27 e le prospettive per l’Italia”. Si tratta ora di concentrare l’attenzione sulla definizione di un bilancio europeo orientato alla produzione di “beni pubblici europei” (capitale umano, ricerca, difesa, gestione delle migrazioni) e dotato di adeguate risorse, a partire da quanto indicato nel Rapporto Monti sulle risorse proprie dell’Unione. In questo senso, il CSF ha sottolineato l’importanza di definire un adeguato prezzo del carbonio (carbon tax), anche quale strumento per favorire la transizione ecologica dell’economia e la lotta ai cambiamenti climatici (in linea con quanto proposto dal Presidente Macron). Altre fonti potenziali di risorse per il bilancio europeo, da approfondire, possono essere (in tutto o in parte) una tassa sulle transazioni finanziarie e una tassa sui grandi gruppi multinazionali digitali (web tax).

La crescente attenzione all’impatto sociale della globalizzazione in Occidente giustifica un possibile intervento mirato e interdisciplinare del CSF anche su questi aspetti, in particolare alla luce del varo del “pilastro europeo dei diritti sociali”. Un tema che ha anche una importante dimensione collettiva, spesso trascurata, legata al finanziamento di investimenti in infrastrutture sociali (istruzione, salute, riqualificazione urbana, social housing), approfonditi nel Rapporto Prodi-Sautter presentato a inizio 2018.

Il CSF intende indagare anche gli effetti della crisi sugli assetti economico-industriali nell’Unione, in termini di ristrutturazione dal lato della offerta e di possibile individuazione di nuovi strumenti di sviluppo su scala europea. Temi che si collegano alla necessità sia di rilanciare gli investimenti europei sia di poter disporre di soggetti industriali e finanziari di scala e struttura adeguate al mercato globale. Il CSF proseguirà nell’approfondimento delle caratteristiche della “impresa federale europea” (sul modello di Airbus, Ariane e Galileo) e avvierà una riflessione sull’opportunità di dotarsi di una Agenzia europea per lo sviluppo industriale, inserita in un adeguato contesto istituzionale, che includa i grandi investitori a lungo termine nazionali.

Per quanto riguarda la dimensione esterna, il CSF continuerà a lavorare per un “piano di sviluppo con l’Africa”. L’Europa deve saper affrontare il tema in modo lungimirante, non solo per fronteggiare un fenomeno strutturale come quello delle migrazioni. La Commissione ha già varato un importante “Piano Europeo per gli Investimenti Esterni”, per interventi di partenariato per lo sviluppo con i paesi dell’area africana. Il CSF intende approfondire con altri enti (in particolare CeSPI e IPEMED) quali investimenti debbano essere prioritari (a partire da settori interconnessi quali l’energia e l’acqua), quale debba essere il quadro istituzionale di riferimento, incentrato sull’Unione Africana, quali partner mondiali possano essere associati al piano. La recente nascita di un’area africana di libero scambio (AfCFTA) costituisce una grande opportunità sia di sviluppo endogeno sia, a medio termine, per arrivare a un’area di libero scambio euro-africana.

Rientrano nella dimensione economica esterna dell’Ue anche il commercio e la moneta, temi per i quali si rimanda alla sezione sul “governo della globalizzazione”.