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Governo della Globalizzazione

A livello mondiale stiamo assistendo, soprattutto dopo l’elezione del Presidente Trump, a un attacco senza precedenti al multilateralismo e alle istituzioni (ONU, FMI, Banca Mondiale, WTO) su cui è stato ricostruito il sistema internazionale nel secondo dopoguerra. All’approccio basato su regole e rapporti cooperativi si contrappongono relazioni basate su rapporti di forza bilaterali. Un’involuzione che rappresenta una sfida anche al progetto d’integrazione europea, basato sulla condivisione della sovranità.

Il CSF per il 2019 e il triennio entrante intende focalizzarsi su due ambiti: il commercio internazionale e il ruolo della World Trade Organization; il sistema monetario internazionale e il futuro del Fondo Monetario. Si approfondirà in particolare il possibile ruolo dell’Ue a sostegno della democratizzazione del sistema internazionale, indirizzandolo verso forme di decisione di tipo parlamentare su scala globale.

In materia di commercio internazionale, ci si concentrerà sul sostegno al multilateralismo, incentrato sulla WTO, rispetto alle spinte protezionistiche in atto, e sulla difesa del ruolo dell’Ue quale negoziatore unico in materia. Il tema della crescita del commercio è inoltre intrecciato a quello del suo impatto ambientale. Il che può favorire l’introduzione di forme di tassazione globale come la carbon tax – si veda la sezione “Economia e Sviluppo” –, strumento di tutela ambientale e di sostegno alla transizione verso le energie rinnovabili.

Per quanto riguarda il sistema monetario internazionale, il partner di riferimento è la Robert Triffin International (RTI), con la quale sono già stati realizzati rapporti e iniziative di notevole risonanza, in particolare su un ruolo accresciuto dell’SDR (Special Drawing Right, “emesso” dal FMI, in cui dall’ottobre 2016 è entrato il renminbi) e sulla ridefinizione della geografia dei principali centri finanziari mondiali. Dal settembre 2016 il CSF ospita a Torino la Segreteria generale della RTI e opera quale suo Centro di ricerca. Nel 2019 gli approfondimenti congiunti si concentreranno sui problemi della liquidità internazionale, sulla costruzione di un sistema multi-valutario (con particolare attenzione al ruolo internazionale dell’euro), sulle funzioni e potenzialità delle valute digitali.

A quanto sopra si collega anche il tema della governance ambientale globale, che ha il suo punto di riferimento nell’Accordo di Parigi sul clima (dicembre 2015), strenuamente difeso dall’Ue e dalla Cina, dopo l’uscita degli Stati Uniti imposta da Trump. Nel 2019 l’attività potrebbe incentrarsi sul ruolo che l’Ue potrebbe svolgere a sostegno della costituzione di una Organizzazione Mondiale per l’Ambiente, incaricata di definire un piano a medio termine di decarbonizzazione e dotata di fondi propri. Una tappa intermedia per l’Ue potrebbe passare dalla ridefinizione del ruolo e degli obiettivi dell’EURATOM, quale perno di un’Unione dell’Energia e dell’Ambiente.