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Governo della Globalizzazione

Il CSF in questi anni si è concentrato su alcuni temi di portata globale, con un lavoro di ricerca e iniziative con altri soggetti che hanno prodotto risultati significativi: sono stati approfonditi i processi di democratizzazione delle organizzazioni internazionali (in particolare attraverso l’International Democracy Watch), problemi e ipotesi di riforma del sistema monetario internazionale, strumenti e risorse per arrivare a una governance ambientale globale.

Nel 2017 l’attenzione del CSF si concentrerà su tre ambiti, interdipendenti, e sul ruolo che in essi potrà svolgere l’Ue: il sistema monetario internazionale e il futuro del Fondo Monetario; il commercio internazionale e il ruolo della World Trade Organization (WTO); l’ambiente e la creazione di un’Agenzia internazionale in materia, da tempo proposta anche dal CSF. Tutti questi temi si intrecciano sia con quello dei processi di democratizzazione, con una spinta verso un embrione di decisioni su scala globale di tipo parlamentare, sia con quello delle disuguaglianze e dei costi per i “perdenti della globalizzazione”.

Per quanto riguarda il sistema monetario internazionale, il partner di riferimento sarà la Robert Triffin International (RTI), con la quale sono già stati realizzati rapporti e iniziative di notevole risonanza, in particolare su un ruolo accresciuto dei Diritti Speciali di Prelievo (SDR - Special Drawing Rights), che nel 2017 si cercherà di sviluppare a più livelli. Ciò sarà favorito dall’ulteriore rafforzamento delle sinergie tra i due enti, dato che il CSF dal settembre 2016 ospita a Torino il Segretariato della RTI.

Per quanto riguarda il commercio internazionale, ci si concentrerà sul sostegno al multilateralismo, che trova la sua espressione nella WTO, rispetto alle tendenze ad accordi bilaterali far aree continentali e alle tentazioni “egemoniche” implicite in essi. D’altro canto, è entrata in crisi l’idea che l’aumento del commercio mondiale possa risolvere di per sé il problema della crescita, senza entrare in contraddizione con la tutela dell’ambiente. Questo può aprire spazi a forme di tassazione mondiale, come la carbon tax, che l’Europa potrebbe iniziare a sperimentare, strumento sia di protezione dell’ambiente sia di finanziamento di iniziative di tutela ambientale.

Il tema della governance ambientale globale è di perdurante attualità, e può contare sul fondamentale Accordo di Parigi sul clima, del dicembre 2015. Nel 2017 l’attività potrebbe incentrarsi sul ruolo che l’Ue può svolgere in vista della costituzione di una Organizzazione Mondiale per l’Ambiente, incaricata di definire un piano a medio termine di decarbonizzazione e dotata di fondi propri. Un tema già di attualità, quello delle risorse, per il finanziamento del Green Climate Fund dell’Onu (istituito nel 2010). Dopo il successo di Parigi, sarà inoltre importante valutare l’esito della COP22, che si terrà nel novembre 2016 a Marrakech.

Rimane comunque un’attenzione trasversale, da parte del CSF, agli sviluppi di temi quali le forme di integrazione regionale e l’inter-regionalismo, anche alla luce di segnali crescenti di crisi dell’Unione europea quale modello per tali processi.